<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835</id><updated>2011-11-27T16:51:04.810-08:00</updated><title type='text'>SalutePerTutti</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>10</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-2185834261105374364</id><published>2008-06-17T04:58:00.000-07:00</published><updated>2008-06-17T04:59:07.253-07:00</updated><title type='text'>Leucemia: primo studio indipendente</title><content type='html'>Coordinato dall'Aifa, coinvolge 24 centri di ricerca nel mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leucemia: primo studio indipendente&lt;br /&gt;COPENAGHEN - E' coordinato dall'Italia il primo studio indipendente sugli effetti a lungo termine su un farmaco anticancro. La ricerca, sulla molecola per la cura della leucemia mieloide cronica imatinib, e' promossa dall'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) e coinvolge 24 centri in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati a due anni sono stati presentati nel congresso dell'Associazione europea di ematologia a Copenaghen e 'sono positivi', ha detto il coordinatore della ricerca, Gambacorti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-2185834261105374364?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/2185834261105374364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=2185834261105374364' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/2185834261105374364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/2185834261105374364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/06/leucemia-primo-studio-indipendente.html' title='Leucemia: primo studio indipendente'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-5904533525591623610</id><published>2008-06-17T04:57:00.001-07:00</published><updated>2008-06-17T04:57:34.802-07:00</updated><title type='text'>Giovanni Nuvoli morì di sete Assolto il medico che lo curò</title><content type='html'>&lt;div class="linea_box_interna font11 grigio maiuscolo interlinea18 t-space"&gt;L'arbitro algherese malato di sclerosi laterale amiotrofica, morto lo scorso 23 luglio, decise di non alimentarsi più e per questo non si può incolpare il medico che lo assistette nelle fasi finali della sua vita. Questa in sostanza la motivazione della richiesta di archiviazione presentata dal pm lo scorso gennaio e accolta oggi dal gip del Tribunale di Sassari&lt;/div&gt;                  &lt;a href="http://www.unionesarda.it/digitalAssets/53336_Nuvoli2.jpg" rel="lightbox"&gt;&lt;img class="destra" title="Giovanni Nuvoli morì di sete" alt="Giovanni Nuvoli morì di sete" src="http://www.unionesarda.it/digitalAssets/thumbnail_500_350_53336_Nuvoli2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; È stato assolto Carlo Sini, il medico che aveva in cura Giovanni Nuvoli, l’arbitro di Alghero malato di sclerosi laterale amiotrofica morto il 23 luglio dello scorso anno dopo un calvario clinico e giuridico di sette anni.&lt;br /&gt;Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Sassari, Maria Teresa Lupinu, ha accolto la richiesta del pubblico ministero Paolo Piras, e ha prosciolto Sini il medico che si occupò dell'assistenza domiciliare di Nuvoli. Per il gip sono valide le motivazioni del pm, che a gennaio aveva raccolto in cinque pagine la sua richiesta di archiviazione. "La sclerosi laterale amiotrofica lo ha indebolito fin quasi alla morte - aveva scritto il magistrato - la sete lo ha finito. Giovanni Nuvoli l'ha ucciso la Sla, una malattia che paralizza ogni muscolo del corpo e non perdona. Ma al termine di un calvario clinico e giuridico il colpo di grazia glielo ha dato la sete, il 23 luglio dello scorso anno". Fu lui a scegliere di lasciarsi morire in quel modo, non avendo alternative, e nessuno - secondo la Procura della Repubblica di Sassari - può essere ritenuto responsabile di quanto accadde. Per il pm e per il gip il medico che rispettò la sua decisione di non alimentarsi e lo assistette fino alla morte, non commise un reato.&lt;br /&gt;Dopo la morte di Nuvoli, Sini era stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio del consenziente (articolo 579 del codice penale). Il medico seguiva l’ex arbitro algherese da quando aveva lasciato il reparto di Rianimazione dell'Ospedale Civile di Sassari nell’aprile del 2007 fino al 23 luglio scorso, il giorno in cui morì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-5904533525591623610?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/5904533525591623610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=5904533525591623610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/5904533525591623610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/5904533525591623610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/06/giovanni-nuvoli-mor-di-sete-assolto-il.html' title='Giovanni Nuvoli morì di sete Assolto il medico che lo curò'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-7833899614810512165</id><published>2008-06-17T04:53:00.000-07:00</published><updated>2008-06-17T04:57:05.990-07:00</updated><title type='text'>«Ucciso dalla dieta»</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’infarto che lo ha ucciso è stato provocato dai farmaci che assumeva per dimagrire. È la clamorosa novità sulla morte di Giampiero Malabaila. A individuare le cause del decesso del cinquantenne imprenditore sarzanese è stata una perizia del dottor Maurizio Ratti, il medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica di Chiavari di un supplemento di indagine sulla morte di Giampiero Malabaila avvenuta il 17 novembre del 2006.&lt;/p&gt;  &lt;div id="banner_little_box"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;&lt;!--  OAS_RICH('VideoBox_180x150');  //--&gt;&lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/5c/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/1250723159/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35323335383938343438336337383830" target="_top"&gt;&lt;img src="http://adv.ilsole24ore.it/5/ilsecoloxix.ilsole24ore.com/08/ros/1250723159/VideoBox_180x150/OasDefault/default/empty.gif/35323335383938343438336337383830" alt="" border="0" height="2" width="2" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--INCLUDE ULTIMI PUBBLICATI--&gt;&lt;p&gt;La prima a sospettare che fossero stati proprio i farmaci che “Chicco” Malabaila prendeva da un paio di mesi per perdere peso era stata sua moglie Natalie. Qualcosa l’aveva insospettita nella strana morte del marito e allora aveva mandato la figlia Silvia dal medico incaricato di eseguire l’autopsia (sempre il dottor Maurizio Ratti) per consegnargli tutti i medicinali e le pastiglie che il marito assumeva quotidianamente. Non riusciva a spiegarsi le ragioni di quell’infarto che aveva ucciso il suo Chicco sull’autostrada, mentre stava rientrando a casa. Era andato a Firenze per una cerimonia in cui era stato commemorato il fratello minore, Andrea, morto proprio in quello stesso giorno dieci anni prima. All’altezza del casello di Massa il malore. Un camionista vide il fuoristrada condotto da Malabaila sbandare vistosamente e poi fermarsi ai margini della carreggiata. E’ stato proprio l’autista del tir il primo a dargli aiuto e a chiamare i soccorsi. L’imprenditore era ormai agonizzante e dava debolissimi segni di vita. Quando sono arrivate ambulanza e automedica per Giampiero non c’era più nulla da fare e tutti i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una morte improvvisa in un uomo che non aveva mai manifestato in passato problemi di cuore. Per la moglie una morte sospetta e per i magistrati del tribunale di Massa competenti per territorio la necessità, comunque, di una autopsia prima di rilasciare il nulla osta per la sepoltura&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’autopsia fu disposta dal sostituto procuratore Alberto Dello Iacono. «Ricordo bene la figlia di Malabaila che mi consegnò i farmaci che il padre assumeva» dice al cronista il dottor Maurizio Ratti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella relazione conclusiva del suo lavoro l’anatomopatologo sottolineò l’assunzione di quei medicinali che venivano prescritti a Giampiero Malabaila da un medico di Chiavari. Da qui il coinvolgimento nell’inchiesta della procura del Tigullio che investita della questione ha immediatamente affidato allo stesso dottor Ratti che aveva compiuto gli accertamenti post morte il compito di verificare se potesse esserci relazione tra i farmaci assunti e l’infarto. Nella sua risposta il professionista toscano che è specialista in medicina legale e dirigente dell’Asl toscana, non ha lasciato margini al dubbio : «esiste una correlazione concausale tra l’assunzione dei medicinali e la morte per infarto» ha scritto e loribadisce al cronista: «mi sono avvalso anche di un tossicologo e confermo: c’è una correlazione concausale tra i farmaci assunti e l’infarto». Una perizia che aggrava notevolmente la posizione del medico di Chiavari che ha prescritto i medicinali all’imprenditore sarzanese e che ora è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Ricevuta, sabato scorso, la perizia del medico toccherà ora al sostituto procuratore Francesco Brancaccio decidere se rinviare a giudizio il professionista. Secondo il perito del magistrato comunque una diagnosi accurata avrebbe consentito allo specialista di Chiavari di comprendere i rischi a cui il paziente andava incontro assumendo quei medicinali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;«Basta, per favore basta. Voglio solo dimenticare. - risponde al telefono Ernesto Malabaila, 76enne papà di Giampiero - E’ uno strazio ricordare quei giorni e rievocare la morte di un figlio. I magistrati dicono che potrebbe essere stato ucciso dai farmaci? Forse ma una cosa è certo Chicco non tornerà»-&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma è vero che era dimagrito di quindici chili in tre mesi che accusava malori, dolori e aveva repentini cambi di umore ?«Assolutamente no . Aveva perso cinque o sei chili giusto in due o tre mesi ma non era dimagrito vistosamente. Ma chi dice queste cose?» Un giornale dice che le ha dette lei... «E’ falso. E’ falso. Mai dette quelle cose».&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poi per Ernesto Malabaila è il momento del dolore. «Per un padre ripensare alla morte di un figlio è un vero strazio. Credevo fosse tutto chiuso in questi mesi non ho ricevuto comunicazioni di sorta dalla magistratura».&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-7833899614810512165?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/7833899614810512165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=7833899614810512165' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/7833899614810512165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/7833899614810512165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/06/ucciso-dalla-dieta.html' title='«Ucciso dalla dieta»'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-4952484740407691258</id><published>2008-01-31T06:16:00.000-08:00</published><updated>2008-01-31T06:17:09.516-08:00</updated><title type='text'>Diabete e caffè, rischi per la glicemia?</title><content type='html'>Il caffè potrebbe far salire la glicemia delle persone che soffrono di diabete di tipo 2. Il rischio non è legato solo al caffè ma a tutte quelle bevande che contengono caffeina come il tè, la coca cola, ecc. L'allarme arriva dall'America dove un gruppo di ricercatori della Duke University Medical School di Durham hanno esaminato gli effetti della caffeina su un gruppo di 10 pazienti con diabete di tipo 2. I dettagli dello studio saranno pubblicati sul prossimo numero (Febbraio 2008) della rivista Diabetes Care.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per monitore il livello della glicemia nei 10 volontari i ricercatori hanno inserito dei chip sottocutanei in grado di rilevare il livello di glucosio nel sangue in vari momenti della giornata. Nell'arco di 72 ore, a giorni alterni, sono state somministrate delle pillole senza alcun principio attivo (placebo) e altre contenenti l'equivalente in caffeina di quattro tazze di caffè americano, corrispondenti più o meno a dieci tazzine di espresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base ai dati raccolti nell'arco delle 72 ore, è emerso che l'assunzione della caffeina era associata ad un aumento dello zucchero nel sangue (glicemia) soprattutto dopo i pasti. Facendo una statistica fra i vari partecipanti si è riscontrato un aumento della glicemia del 9 per cento dopo la prima colazione, del 15 per cento dopo pranzo e del 26 per cento dopo cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo James Lane, coordinatore dello studio americano, la caffeina potrebbe interferire con il processo che consente ai muscoli di utilizzare il glucosio. Il glucosio è il principale carburante utilizzato dai muscoli nelle attività intense ma di breve durata. Inoltre, potrebbe innescare il rilascio di adrenalina aumentando così la quantità di zuccheri nel sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi autori della ricerca sono comunque consapevoli che i dati ottenuti sono relativi ad un campione molto ristretto e saranno quindi necessari ulteriori studi per avvalorare questa ipotesi. James Lane sottolinea inoltre che nelle persone sane il caffè non presenta questi effetti collaterali e anche fra i diabetici, a seconda della sensibilità, gli effetti potrebbero non essere rilevanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi studi precedenti, per esempio quello coordinato dalla ricercatrice Deborah Wingard dell'University of California San Diego i cui risultati furono pubblicati sulla rivista Diabetes Care nel novembre del 2006, sostengono invece che i bevitori di caffè hanno un rischio inferiore, anche del 60 per cento, di ammalarsi di diabete di tipo 2 rispetto a coloro che non lo bevono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso della ricerca dell'epidemiologa Deborah Wingard, a differenza di quanto rilevato dai ricercatori della Duke University, il consumo giornaliero di caffè non apparve legato in alcun modo al rischio di diabete, sia nelle persone con glicemia basale nella norma sia con valori alterati. Inoltre, in quel caso si parlo di protezione dal diabete di tipo 2 in riferimento al caffè non decaffeinato, protezione che sembra invece esserci anche per il tipo decaffeinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor Calogero Surrenti, Direttore del Dipartimento di Specialità Medico Chirurgiche dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, in riferimento ad uno studio effettuato dalla Scuola di medicina dell'Università di Harvard che associò al consumo quotidiano di tre tazze di caffè un minor rischio di contrarre il diabete di tipo 2, sollevo alcuni dubbi ritenendo che i benefici non erano associati alla caffeina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Surrenti evidenziò che l'effetto positivo nei confronti del diabete di tipo 2 era presente anche in chi consuma caffè decaffeinato. L'effetto protettivo potrebbe non essere quindi legato alla caffeina ma ad altri ingredienti quali potassio e magnesio, ma soprattutto a sostanze antiossidanti come i polifenoli e la vitamina E.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a quando non ci sarà uno studio che dimostri inequivocabilmente un rapporto di causa/effetto fra caffè e diabete non si potrà di certo sconsigliare o consigliare l'uso del caffè per prevenire il diabete, questi studi sono comunque utili per aprire nuove strade alla ricerca e allo stesso tempo per tranquillizzare le persone che ne bevono delle quantità moderate, due, tre tazzine al giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-4952484740407691258?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/4952484740407691258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=4952484740407691258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/4952484740407691258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/4952484740407691258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/diabete-e-caff-rischi-per-la-glicemia.html' title='Diabete e caffè, rischi per la glicemia?'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-4119720351476926989</id><published>2008-01-31T06:15:00.000-08:00</published><updated>2008-01-31T06:16:31.682-08:00</updated><title type='text'>Un 'pace maker' al cervello blocca la perdita di memoria</title><content type='html'>Roma, 30 gennaio 2008 - Che l'appetito potesse essere in qualche modo legato alla perdita di memoria nessuno l'aveva mai azzardato. E non volevano farlo nemmeno gli scienziati del Western Hospital di Toronto, che stavano conducendo degli esperimenti su pazienti obesi, stimolando attraverso elettrodi alcuni distretti dell'ipotalamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma piuttosto che arrestare la fame dei pazienti i ricercatori hanno scoperto con grande sorpresa che le stimolazioni cerebrali producono un clamoroso risveglio della memoria. La scoperta, pubblicata dal quotidiano britannico 'The Independent', è di quelle che può davvero segnare una svolta per malattie gravi a tutt'oggi irrisolte come il morbo d'Alzheimer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli esperimenti condotti su un soggetto obeso, cinquantenne, che improvvisamente ricordava episodi dell'infanzia, sono già stati applicati a pazienti colpiti da Alzheimer, una malattia di cui in Gran Bretagna soffrono 450mila persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnica adottata è una sorta di 'pace-maker' impiantato nel cervello che va a stimolare un'area che misteriosamente sollecita la memoria umana. Sono già tre i pazienti affetti da Alzheimer a cui sono stati impiantati chirurgicamente gli elettrodi e i risultati secondo il professor Lozano che conduce la ricerca sarebbero "promettenti". Il paziente obeso su cui è emersa la scoperta ha anche mostrato una capacità di apprendere notevolmente accresciuta dopo tre settimane di continua stimolazione ipotalamica. La scoperta lascia esterrefatti gli scienziati che non avevano mai pensato che l'ipotalamo fosse una zona del cervello legata alla memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dispositivo adottato, spiega Lozano, "è lo stesso utilizzato per il Parkinson. Abbiamo posto gli elettrodi esattamente nella stessa area dell'ipotalamo perché vogliamo vedere se siamo in grado di riprodurre i risultati del precedente esperimento. Riteniamo che i circuiti della memoria siano vicini al luogo dove giungono le stimolazioni dell'ipotalamo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnica della stimolazione cerebrale profonda è usata da oltre un decennio per trattare una serie di patologie tra cui la depressione, il dolore cronico, il morbo di Parkinson.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-4119720351476926989?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/4119720351476926989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=4119720351476926989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/4119720351476926989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/4119720351476926989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/un-pace-maker-al-cervello-blocca-la.html' title='Un &apos;pace maker&apos; al cervello blocca la perdita di memoria'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-2175355450422480168</id><published>2008-01-31T06:13:00.000-08:00</published><updated>2008-01-31T06:15:07.242-08:00</updated><title type='text'>Chi beve molto alcol da giovane rischia malattie da adulto</title><content type='html'>Attenzione a non abusare con l'alcol da giovane: secondo uno studio pubblicato dal Journal of Clinical Endocrinology &amp; Metabolism può aumentare il rischio di contrarre malattie cardiovascolari da adulta.  La teoria è stata esposta dai ricercatori del Pacific Institute for Research and Evaluation di Berkeley. Gli studiosi hanno esaminato 2818 persone tra i 35 e gli 80 anni. Ognuno di loro consuma abitualmente alcol. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una differenza però. Alcuni hanno fatto abuso di alcol precocemente, con un picco alcolico durante l'adolescenza e la giovinezza per poi ridurne il consumo in età adulta la prima. Altri hanno fatto un consumo di alcol medio-alto ma costante sia  in adolescenza che in età adulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli studi dei ricercatori è emerso che i pazienti appartenenti al primo gruppo sono risultati essere più a rischio degli altri: addiritura +30 per cento di rischio-sindrome metabolica, +48 per cento di rischio-obesità addominale, +62 per cento di rischio-ipercolesterolemia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcia Russell, a capo della ricerca, sottoline come questi siano dati da non sotovalutare, perchè prevedono danni non nel breve periodo ma nel lungo, cui poi è difficile porre rimedio: “Ci sono già tante ragioni per scoraggiare i giovani che abusano dell’alcol ma le conseguenze a lungo termine sulla salute cardiovascolare e quindi l’aumento del rischio di infarti e ictus possono essere altre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i ricercatori americani è possibile che un precoce e massiccio abuso di alcol contribuisca al comparire della sindrome metabolica anche a istanza di anni. Il risultato è il logoramento delle cellule con un danno da stress ossidativo. L'alcol è in grado di fornire 7 calorie per grammo, contro le 4 calorie, sempre per grammo, che derivano da carboidrati e proteine. Ha inoltre un effetto stimolante sull'appetito: è quindi probabile che contribuisca direttamente all'accumulo di peso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-2175355450422480168?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/2175355450422480168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=2175355450422480168' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/2175355450422480168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/2175355450422480168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/chi-beve-molto-alcol-da-giovane-rischia.html' title='Chi beve molto alcol da giovane rischia malattie da adulto'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-8209808020024060426</id><published>2008-01-08T15:41:00.001-08:00</published><updated>2008-01-08T15:41:51.422-08:00</updated><title type='text'>Iperprolattinemia</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;La       prolattina è un ormone prodotto da una ghiandola denominata ipofisi che       si trova all'interno della scatola cranica al di sotto degli emisferi       cerebrali. In condizioni di normalità la sua funzione è quella di       regolare la produzione del latte, da parte della mammella, nel periodo che       segue il parto (puerperio). La prolattina ha inoltre un ruolo nei       meccanismi adattativi dell'organismo allo stress.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Si       definisce iperprolattinemia un aumento persistente dei livelli ematici di       prolattina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Cause&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;L’iperprolattinemia       può avere più cause. Una di queste è la presenza di un “adenoma       prolattino-secernente” a livello della ipofisi, che come già detto, è       una piccola ghiandola posta nella scatola cranica “al di sotto del       cervello”. Un adenoma è una piccola formazione che può appunto       produrre prolattina. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Esistono       anche altre cause di iperprolattinemia fra cui l’ipotiroidismo (ridotta       funzione della tiroide), l’assunzione di determinati farmaci, problemi       renali, problemi epatici. L’iperprolattinemia può essere inoltre        presente in altre patologie di ambito endocrinologico (ad esempio       l’acromegalia ovvero una abnorme produzione di GH - l'ormone della       crescita -) o ginecologico (un lieve aumento della prolattina si ha nella &lt;/span&gt;       &lt;a href="http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/PCO.htm" target="_blank"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;sindrome       dell’ovaio policistico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Sintomi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;I       sintomi derivanti dall’iperprolattinemia dipendono dalla patologia di       base (ad esempio un adenoma ipofisario crescendo può determinare &lt;b&gt;problemi       visivi&lt;/b&gt; più o meno gravi per compressione del cosiddetto “chiasma       ottico”, determinare &lt;b&gt;cefalea&lt;/b&gt;, oppure determinare &lt;b&gt;alterazioni       ormonali&lt;/b&gt;, anche severe, per compressione di altre zone della ipofisi)       e dagli effetti della prolattina; fra questi ultimi le &lt;b&gt;       &lt;a target="_blank" href="http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/ciclo.htm"&gt;       &lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;u&gt;alterazioni del       ciclo mestruale&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, la "&lt;b&gt;mancanza di ovulazione&lt;/b&gt;" (anovulazione)       che porta a &lt;/span&gt;&lt;b&gt;       &lt;a href="http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/Infertil.htm" target="_blank"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;u&gt;infertilità&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;        la possibile &lt;b&gt;secrezione di latte&lt;/b&gt; dal capezzolo. Il quadro di       alterata secrezione orm&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt;onale può portare inoltre con il tempo ad &lt;b&gt;osteopenia&lt;/b&gt;       (diminuzione della massa ossea) ed in seguito ad &lt;b&gt;osteoporosi&lt;/b&gt;       (diminuzione accentuata della massa ossea).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Riguardo       l’&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ginecolink.net/percorso_non_medici/Infertil.htm" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt;infertilità&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000066;"&gt; &lt;/span&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;questa non dipende dalla durata dell’iperprolattinemia ma dalla sua       presenza; per questo motivo viene corretta se vengono normalizzati i       livelli di prolattina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;I       disturbi sopra riportati sono controllabili e spesso risolvibili solo con       idonee terapie prescritte, a seconda della patologia di base, dallo       specialista. E'       chiara quindi l’importanza di una corretta diagnosi per la successiva       istituzione di idonee terapie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Diagnosi.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Accurata       raccolta dei dati clinici&lt;/b&gt;: permette ad esempio di sospettare una       iperprolattinemia da farmaci. E' inoltre dirimente per la scelta degli       esami da effettuare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Pulsatilità       della prolattina&lt;/b&gt;: serie di prelievi a distanza di 10-15 minuti l'uno       dall'altro (applicando una flebo) con dosaggio dei valori di prolattina.       Ha la funzione di escludere una "iperprolattinemia da ago"       ovvero una reazione abnorme del soggetto, in termini di stress e       produzione di prolattina, al prelievo di sangue.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Test       al TRH&lt;/b&gt;: si somministra per via endovenosa del TRH (un ormone che in       condizioni normali stimola la produzione di prolattina e TSH da parte dell'ipofisi. Il       TSH a sua volta stimola la funzione della tiroide) e si vedono gli effetti       sulla produzione di prolattina. Normalmente la prolattina dovrebbe       aumentare notevolmente. Una scarsa risposta suggerisce la presenza di una       patologia ipofisaria da approfondire con l'utilizzo della Risonanza       Magnetica Nucleare (RMN).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Dosaggi       ormonali&lt;/b&gt;: per escludere eventuali altre patologie endocrine associate.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Esami       ematochimici generali&lt;/b&gt;: per escludere eventuali patologie epatiche o       renali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;Risonanza       magnetica nucleare (RMN)&lt;/b&gt; della ipofisi e della sella turcica (la       piccola fossetta ossea che accoglie l'ipofisi nel cranio): esame       fondamentale e dirimente nel caso gli accertamenti suddetti non abbiano       suggerito una possibile diagnosi. Permette di evidenziare con grande       precisione adenomi ipofisari anche di piccole dimensioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;              &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Terapie&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Le       terapie dell'iperprolattinemia sono diverse a seconda della causa. Nelle       iperprolattinemie idiopatiche (senza una causa apparente dopo che tutti       gli esami sono stati effettuati), si utilizzano generalmente farmaci in       grado di diminuire la secrezione di prolattina (&lt;b&gt;cabergolina ecc.). &lt;/b&gt;La       normalizzazione dei livelli dell'ormone si associa a risoluzione dei       sintomi correlati. La terapia viene effettuata a cicli o direttamente per       periodi più o meno lunghi. In alcuni casi alla sospensione della terapia       si ha il mantenimento dei livelli ematici di prolattina nei limiti della       norma. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;In       caso di piccoli adenomi ipofisari la terapia è la stessa con l'esecuzione       di periodiche RMN di controllo al fine di valutare l'efficacia della       terapia e la riduzione volumetrica dell'adenoma. In alcuni casi gli       adenomi scompaiono definitivamente. In altri casi possono recidivare e       necessitare quindi di successivi cicli di terapia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Gli       adenomi ipofisari di maggiori dimensioni vengono invece affrontati       chirurgicamente. Moderne &lt;b&gt;tecniche chirurgiche&lt;/b&gt; (accesso per via       transfenoidale - ovvero attraverso una cavità che si trova nell'osso       sfenoide, che si raggiunge attraverso il naso -) permettono di ottenere ottimi       risultati con rischi contenuti, se effettuate in centri di provata       esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Negli       altri casi di iperprolattinemia la terapia è quella della patologia di       base.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;In       generale va detto che non sempre le terapie risultano risolutive del       quadro clinico ma sono sicuramente in grado di migliorarlo e di prevenire       le eventuali complicanze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;Dal       momento che le terapie possibili, chiarita la diagnosi, sono molteplici è       importante rivolgersi, sia per la diagnosi che la terapia, a medici       competenti in materia (ginecologo o endocrinologo per la diagnosi e la       terapia medica, neurochirurgo per la eventuale parte chirurgica).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt;       &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;color:#000099;"&gt;E’       fondamentale che il problema venga seguito in maniera costante e       professionale in quanto sottovalutare una iperprolattinemia potrebbe       portare a complicanze anche serie peraltro evitabili con adeguate terapie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;p style="margin: 0pt 10px 3px 20px; line-height: 100%;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-8209808020024060426?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/8209808020024060426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=8209808020024060426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/8209808020024060426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/8209808020024060426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/iperprolattinemia.html' title='Iperprolattinemia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-8616569101082336644</id><published>2008-01-08T15:39:00.001-08:00</published><updated>2008-01-08T15:39:23.726-08:00</updated><title type='text'>Polinevrite</title><content type='html'>&lt;span class="Tx_TestoArt2"&gt;infiammazione riguardante uno o più nervi periferici, che produce formicolii degli arti o disturbi motori. Spesso si associano disturbi neurovegetativi e della sensibilità nelle medesime aree.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-8616569101082336644?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/8616569101082336644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=8616569101082336644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/8616569101082336644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/8616569101082336644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/polinevrite.html' title='Polinevrite'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-6861480065201547204</id><published>2008-01-08T15:34:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T15:35:49.744-08:00</updated><title type='text'>Meningite - Sintomi e Diagnosi</title><content type='html'>&lt;div class="articolo"&gt; &lt;div class="articoloin"&gt;   &lt;p&gt;La meningite è una infiammazione delle membrane che avvolgono   il cervello e il midollo spinale (le meningi). La malattia generalmente è di   origine infettiva e può essere virale o batterica. La forma virale, detta   anche meningite asettica, è quella più comune, solitamente non ha   conseguenze gravi e si risolve nell'arco di una decina di giorni. Uno degli   agenti più diffusi della  meningite virale è un virus appartenente al   gruppo degli enterovirus, gli stessi che danno influenza gastrica.&lt;br /&gt; La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più seria e può avere   conseguenze fatali. Gli agenti della meningite batterica sono diversi e il   più temuto, &lt;i&gt;Neisseria meningitidis&lt;/i&gt; detto meningococco, è stato   identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia fu descritta   nel 1805 nel corso di una epidemia diffusa a Ginevra.&lt;br /&gt; Solitamente, l'infezione batterica origina in un altro punto del corpo, da   cui i batteri possono raggiungere le meningi attraverso il flusso sanguigno.   La meningite può però anche svilupparsi da otiti o sinusiti o direttamente   da un'infezione a livello cerebrale derivata da una frattura del cranio.&lt;br /&gt; La meningite batterica può insorgere in modo improvviso, accompagnata da   febbri molto alte, mal di testa acuto e vomito. L'infiammazione provoca un   accumulo di cellule infiammatorie nel liquor cerebrospinale, quindi un   aumento della pressione all'interno del canale spinale e della scatola   cranica. La diagnosi si effettua con un'analisi del contenuto del liquor e   con una coltura batterica. Un intervento tempestivo può costituire l'unica   possibilità per salvare la persona malata.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;a id="Sintomi"&gt;Sintomi e diagnosi&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; I primi sintomi della meningite possono facilmente essere confusi con quelli   dell'influenza. Solitamente i sintomi peggiorano nell'arco di un paio di   giorni, ma in qualche caso la decorrenza della malattia è estremamente   rapida, con il rischio per il malato di subire un danno cerebrale o   addirittura di morire.&lt;br /&gt; La malattia si manifesta con:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;irrigidimento del collo&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;febbre alta&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;mal di testa acuto&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;vomito o nausea con mal di testa&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;senso di confusione&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;sonnolenza&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;convulsioni&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;fotosensibilità&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;inappetenza&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti.   Invece, può esserci un pianto continuo, irritabilità e sonnolenza al di   sopra della norma, e scarso appetito. A volte si nota l'ingrossamento della   testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le   fontanelle), che può essere palpato facilmente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;a id="Cause"&gt;Cause e agenti patogeni&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; La meningite può essere causata sia da batteri che da virus e funghi. Gli   agenti batterici sono i più pericolosi e comprendono diverse specie.   L'identificazione della specie batterica causa dell'infezione, tramite   isolamento del ceppo dal liquido spinale, è l'unico metodo per agire in modo   adeguato sia con il trattamento che con la prevenzione del contagio ad altri   individui. I batteri principalmente responsabili per la meningite sono   appartenenti a tre specie:&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;Neisseria meningitidis&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; ( (meningococcus).  &lt;i&gt;Neisseria&lt;/i&gt; è un ospite frequente delle prime vie respiratorie. Dal 2   al 30% dei portatori sono asintomatici, e questa presenza non è correlata a   un aumentato rischio di meningite o altre malattie gravi. Evidenze indicano   che la malattia insorge generalmente in persone che sono state infettate in   tempi recenti.&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;Esistono 13 diversi diversi sierogruppi di meningococco, ma    solo 5 (denominati A, B, C, W135 e Y) causano meningite e altre malattie    gravi; i sierogruppi B e il C sono i più frequenti in Europa. La    trasmissione avviene per via respiratoria e i pazienti sono infettivi    per circa 24 ore dall'inizio della terapia con un periodo di incubazione    di 1-10 giorni. I sintomi non sono diversi da quelli delle altre    meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e    acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore    nonostante una terapia adeguata. Proprio per la sua alta infettività,    meningococco può dare origine a vere e proprie epidemie nelle scuole e    in altre comunità.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;Streptococcus pneumoniae&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; (pneumococcus). Uno    degli agenti più comuni della meningite, pneumococco arriva al cervello    tramite il flusso sanguigno da altre parti del corpo. Tipicamente, può    infettare i polmoni dove causa polmonite o essere associato a    un'infezione dell'apparato acustico. o. &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;Haemophilus influenzae&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; (haemophilus). Fino    agli anni '90 &lt;em&gt;Haemophilus influenzae&lt;/em&gt; type b (Hib) era un agente    molto comune della meningite. Poi, con l'arrivo del vaccino i casi di    meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo.    L'infezione da Hib origina dall'apparato respiratorio, come infezione    dell'apparato uditivo o come sinusite. &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;Anche&lt;em&gt; &lt;b&gt;Listeria monocytogenes&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;   (listeria), un batterio ubiquitario che si trova nell'ambiente e può   contaminare gli esseri umani attraverso il cibo dando la  &lt;a class="blu" href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/listeria/listeria.asp"&gt;  listeriosi&lt;/a&gt;, può causare meningite.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Esistono poi altre forme, più rare, di meningite. La meningite cronica, ad   esempio, è data da microorganismi che si riproducono molto più lentamente   nell'organismo umano. I sintomi sono gli stessi di quella acuta, ma si   sviluppano nell'arco di tre-quattro settimane. La meningite di origine   fungina si manifesta invece su persone immunodeficienti, come per esempio i   malati di Aids, e può rappresentare comunque un pericolo per la vita.   Infine, la meningite può derivare anche da forme allergiche, da qualche tipo   di cancro e da malattie infiammatorie come ad esempio il lupus.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;a id="Fattori"&gt;Fattori di rischio   e possibili complicazioni&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della malattia vanno elencati:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;età: la malattia colpisce soprattutto i bambini sotto i 5    anni, i giovani tra i 18 e i 24 anni, e le persone anziane&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti    comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o i militari in    caserma, hanno un rischio più alto di essere infettati da meningococco&lt;/p&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;   &lt;p&gt;gravidanza: la donna in fase di gravidanza è più soggetta di    altri alla listeriosi, una delle possibili malattie che degenera in    meningite&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;p&gt;La malattia può avere complicazioni anche gravi. Se la terapia   non viene attuata tempestivamente, il soggetto colpito da meningite può   subire danni neurologici permanenti, come la perdita dell'udito, della   vista, della capacità di comunicare, della capacità di apprendere, problemi   comportamentali e danni cerebrali, fino alla paralisi.&lt;br /&gt; Tra le complicazioni di natura non neurologica possono esserci danni renali   e alle ghiandole surrenali, con conseguenti squilibri ormonali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;a id="Trattamento"&gt;Trattamento&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; Il trattamento tempestivo della meningite batterica viene effettuato con   cura antibiotica, che può essere più efficace se il ceppo agente   dell'infezione viene caratterizzato e identificato.&lt;br /&gt; Nel caso delle meningiti di origine virale, non c'è cura antibiotica, ma   solitamente i sintomi si risolvono da soli nel corso di una settimana senza   necessità di alcuna terapia al di là delle tipiche cure applicate alle   sindromi influenzali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;a id="Prevenzione"&gt;Prevenzione e vaccinazione&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt; Alcuni ceppi batterici agenti della meningite sono contagiosi e possono   quindi essere trasmessi da una persona all'altra attraverso la tosse, gli   starnuti, il contatto diretto, la condivisione di spazzolini da denti o   delle posate durante i pasti. Le persone a contatto con un malato di   meningite sono ad alto rischio. Per questo è necessario identificare   immediatamente i contatti avuti da una persona colpita da meningite per   avviare adeguate profilassi antibiotiche preventive. Un adeguato sistema di   sorveglianza è quindi una delle strategie più efficaci per prevenire la   diffusione e il contagio da meningite. Maggiori informazioni sul sistema di   sorveglianza italiano e sulle pratiche di prevenzione sono disponibili in un &lt;a class="blu" onclick="window.open(this.href);return false" title="Link esterno" href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/Meningiti%20da%20meningococco%20in%20Italia.pdf"&gt;  contributo&lt;/a&gt; di Marta Ciofi degli Atti e Stefania Salmaso del Cnesps.&lt;br /&gt; Dagli anni '90 è ormai comune la &lt;a class="blu" href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/vaccinazioni/vaccinazioni.asp"&gt;  vaccinazione&lt;/a&gt; contro   &lt;em&gt;Haemophilus influenzae&lt;/em&gt; tipo B (Hib), che nel nostro paese rientra   tra quelle obbligatorie per i neonati. Sono disponibili sul mercato anche   una serie di vaccini contro molti ceppi di pneumococco e alcuni ceppi di   meningococco.&lt;br /&gt; Per quanto riguarda pneumococco, sono disponibili il vaccino coniugato PCV7,   raccomandato in alcuni paesi per l'immunizzazione di tutti i neonati, e il   vaccino polisaccaridico PPV, raccomandato ad esempio dai Cdc americani per   tutti i soggetti immunodepressi.&lt;br /&gt; Sul fronte della lotta al meningococco, sono attualmente disponibili vaccini   contro i sierogruppi A, C, Y e W135, mentre non esistono vaccini per   prevenire le meningiti da gruppo B. Solo il vaccino contro il gruppo C è   efficace già nel primo anno di vita, e in alcune nazioni a elevata incidenza   è stata introdotta la vaccinazione per tutti i nuovi nati. La valutazione   della sua efficacia è difficile da stimare data la rarità dei casi, anche se   c'è una raccomandazione a utilizzarlo quando l'incidenza è superiore a 10   casi per 100.000 abitanti nell'arco di tre mesi.&lt;/p&gt;    &lt;/div&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-6861480065201547204?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/6861480065201547204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=6861480065201547204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/6861480065201547204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/6861480065201547204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/meningite-sintomi-e-diagnosi.html' title='Meningite - Sintomi e Diagnosi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-124837765506929835.post-7978317985916147162</id><published>2008-01-08T15:30:00.000-08:00</published><updated>2008-01-08T15:34:15.859-08:00</updated><title type='text'>Alluce valgo: si risolve senza operarsi</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div style="font-weight: bold;" id="titolo_articolo"&gt;Alluce valgo: si risolve senza operarsi&lt;/div&gt; &lt;div style="font-weight: bold;" class="sommario"&gt;Chi soffre di alluce valgo pensa che l'unica soluzione possibile sia l'intervento chirurgico. In realtà l'operazione non è l'unica strada, esiste un rimedio più semplice.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fa male, anzi malissimo, e per le donne è motivo di disagio estetico e di limite nella scelta delle calzature. Si chiama &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/252"&gt;alluce valgo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; e non è proprio una patologia, è meglio definibile come un sintomo, un forte dolore in corrispondenza della testa del primo &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/4718"&gt;metatarso&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, sia sotto sia sul lato mediale (interno).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questa deformità è caratterizzata da sporgenza mediale della testa del primo metatarsale, accompagnata da gradi diversi di deviazione laterale e rotazione dell'alluce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; In parole semplici: sotto il primo metatarso (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/251"&gt;alluce&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;) abbiamo 2 ossicini (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/6554"&gt;sesamoidi&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;) che hanno il compito di tenere sui binari la testa dell’alluce. Nell’alluce valgo invece l’alluce è deragliato e risulta storto (sublussato), fino ad accavallarsi sopra al secondo e anche al terzo dito!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È facile comprendere l’importanza della sintomatologia dolorosa di tale problema: in particolare il dolore è causato dall’infiammazione della borsa sovrastante, di solito traumatizzata dalla calzatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; È bene precisare che &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-weight: bold;"&gt;non si nasce con l’alluce valgo&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. Si nasce piuttosto con una lassità muscolo-legamentosa con arco mediale, che cede sotto l’effetto del peso corporeo (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/5665"&gt;piede piatto&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;), oppure con un arco eccessivo che fa sì che tutto il peso si sbilanci sulle dita, in particolare il primo metarso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; In entrambi i casi, passo dopo passo, anno dopo anno, il dito si storce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Che fare? &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/news/scheda.php?ID=2432"&gt;Operarsi non serve&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, in quanto dopo qualche anno l’alluce valgo si riforma. Infatti il chirurgo si limita a tagliare l’osso e a raddrizzarlo: non è possibile rimodellare il piede con paziente fuori carico. Si opera la conseguenza a valle ma non la causa a monte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; La soluzione, più pratica e decisamente meno impegnativa del bisturi, è un &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/5739"&gt;plantare&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, un prodotto tridimensionale che sostiene l’arco, scarica il peso eccessivo sulle dita e accompagna durante il passo il primo dito: in questo modo toglie il dolore e blocca il processo di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" class="enciclopedia" href="http://www.sanihelp.it/enciclopedia/scheda/6904"&gt;sublussazione&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; (il dito non diventa sempre più storto).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/124837765506929835-7978317985916147162?l=salutepertutti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salutepertutti.blogspot.com/feeds/7978317985916147162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=124837765506929835&amp;postID=7978317985916147162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/7978317985916147162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/124837765506929835/posts/default/7978317985916147162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salutepertutti.blogspot.com/2008/01/alluce-valgo-si-risolve-senza-operarsi.html' title='Alluce valgo: si risolve senza operarsi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
